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Sabato Santo – Processione della Pietà

Alle 16.30 del Sabato Santo varca il portone della Chiesa del Purgatorio il simulacro in cartapesta della Pietà. La Madonna, distrutta dal dolore, tiene sul grembo il corpo livido e senza vita del figlio per un ultimo atto d’amore. L’attuale gruppo statuario rappresenta la Madonna con gli abiti del lutto ai piedi della croce nuda e con in grembo il corpo senza vita del figlio.

pieta-13-1206I gravi colpi della grancassa e lo stendardo del sodalizio della Confraternita del Purgatorio sotto il titolo di “Maria SS. del Suffragio” aprono il corteo processionale, seguito dalle associate e dalle consorelle, che vestono un abitino di colore nero con sul petto l’effige di Maria Santissima del Suffragio e sul retro le iniziali M.S.S. Dopo la lunga schiera di consorelle, la Croce penitenziale apre il folto gruppo dei confratelli che vestono con camice bianco, al cinto un cordolo di colore nero, una tracolla trasversale su cui spicca un medaglione in argento, riportante un teschio con tibie incrociate, simbolo del Purgatorio, e a mo di copricapo la buffa.

Il simulacro della Beata Vergine è portato a spalla a passo smorto da circa quaranta portatori, accompagnato nel lento incedere dalla banda che esegue le meravigliose e strazianti marce funebri della tradizione musicale rubastina.

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Le origini del culto della Madonna della Pietà nella Chiesa del Purgatorio risalgono alla “Tornata della Congrega” del 23 Aprile 1897.

Il gruppo statuario, completato e migliorato in fasi successive per quanto riguarda il volto della Madonna, le mani e Gesù Morto, fu scolpito dal maestro cartapestaio leccese Giuseppe Manzo (1849 – 1942) e arrivò a Ruvo nel 1898.

Esso rappresenta la Vergine Maria vestita di nero e seduta ai piedi della Croce con gli occhi rivolti al cielo e sulle ginocchia con le braccia sorregge il corpo senza vita di Gesù schiodato dalla croce. Sul petto della Madonna si legge “Mauro Minafra fu Antonio 1901” facendo riferimento sia al devoto che contribuì maggiormente alla realizzazione dell’opera sia all’anno in cui il gruppo statuario fu completato.

Fino al 1901, infatti, le mani e la testa della Vergine furono sostituite da quelle di una vecchia statua di una Madonna Addolorata che si venerava nella chiesa del Purgatorio e anche il Gesù Morto provvisorio del 1898, nel 1928 fu sostituito dalla meravigliosa e suggestiva cartapesta che oggi ammiriamo.

pieta-13-1250In seguito all’ultimo restauro, datato 2004 e compiuto dall’equipe del maestro Leonardo Marrone di S. Ferdinando di Puglia, la storia del gruppo statuario si è completata. E’, infatti, venuto alla luce un particolare inedito posto sotto la testa della Madonna. Si tratta di un’attestazione di merito rivolta allo scultore Giuseppe Manzo di Lecce il quale nel 1898, prima di inviare definitivamente la statua a Ruvo, la mandò a Torino per esporla ad una mostra ricevette dalla giuria il giudizio ancora oggi visibile: “Cav. Giuseppe Manzo Statuario Lecce. Medaglia d’oro esposizione Torino 1898”.

Numerose sono state nel corso degli anni le preghiere e gli inni composti a devozione della Vergine. Particolare, per l’importante momento storico in cui fu composta, è la “Preghiera a Maria SS. della Pietà per il tempo di guerra”, apparsa in un libretto di preghiere del 1916, secondo anno della Grande Guerra. Tra le righe leggiamo: “A Voi, che sotto il dolcissimo nome di Vergine della Pietà siete la speranza di tutte le anime desolate; a Voi, che per virtù di acerbissime pene foste costituita Madre di tutti i cristiani; a Voi ricorriamo fiduciosi in questi giorni di pianto e di gravi tribolazioni.”

Ieri come oggi il popolo invoca la SS. Vergine e mostra, costante, la sua filiale devozione.